«Non c’è il tempo pieno per mia figlia: vi racconto perché lascio il lavoro»
Sto addormentando mia figlia di 5 anni, le ho raccontato una favola molto bella, con un lieto fine. Mia figlia non ha i nonni vicini, ha due genitori che la amano molto, che lavorano tanto e che vivono con un programma organizzativo complicato per riuscire a gestire tutto. Come spesso accade sono io che prendo lo stipendio più basso, sono una maestra precaria, quest’anno sul sostegno: con dedizione mi occupo dei figli degli altri. Questo è stato un mese di emozioni, nostra figlia cresce, a settembre dovrà iniziare un importante percorso alla scuola primaria. Cerchiamo una scuola statale con il tempo pieno.
(Getty images)Abbiamo fatto anni di scuole private paritarie perché le statali ci lasciavano indietro in graduatoria - per un periodo sono stata disoccupata, quindi per l’istituzione scolastica ciò significa che dovevo stare a casa con mia figlia. Ma come si fa a cercare attivamente lavoro, a studiare per specializzarsi, a portare avanti mille progetti in collaborazione occasionale se ci si deve occupare di una bambina sempre? Non si può. Allora si paga per una paritaria, di stampo cattolico, anche se siamo atei.
Ora il lavoro ce l’ho, precario, ma ce l’ho. Il mio compagno invece - partita iva prima, intermittente dopo - passa le sue giornate a tentare di spiegare negli uffici il suo contratto. No, non sono stagionale, sono a chiamata sì, ma intermittente, no non sono a casa, lavoro in tutta Italia, spesso senza grande preavviso, no i nonni non ci sono, vivono lontani.
Partecipo a tutti gli open day on line perché si tratta di mia figlia e non conosco altro modo per informami, non sono di qui e ho pochi amici con figli, non riesco a informarmi da dentro.
Agli open day però, ci assicurano che in una delle tre scuole scelte verremo presi per forza. Mi consola, senza tempo pieno non saprei cosa fare, sarei persa, sarei in difficoltà, dovrei compiere delle scelte. Non ci penso. Tanto ci prenderanno, è la scuola dell’obbligo e io sono obbligata a lavorare per vivere.
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