Σάββατο 10 Οκτωβρίου 2026

social and ego

 So social media is all about ego. It's about my profile, my likes, the way that people perceive me, who I follow, who follows me, who comments. Do they like this? Do they not like this? Social media is all about projecting our ego out into the world, and we know that the more you use social media, the worse your mood gets, the worse your anxiety gets, the more body image issues you have. So we actually see a lot of evidence that spending time in ego estates improves your mental health and spending time in ego full states worsens your mental health. Let's say I'm at a party and I feel like dancing and I just want to enjoy myself. But I can't enjoy myself dancing because I'm afraid of what people will think of me. They will judge me and I don't want them to judge me. That is an ego oriented thing.On the dance floor, living their best life are the ones that don't care what other people think. In order to not care what other people think, you can't be trapped in your own sense of ego or identity. So it's the maintenance of my image towards other people that restricts me so much in life. I can't afford to make mistakes because I will look stupid. Therefore I hide my mistakes. Therefore I never correct my mistakes. Because people don't give me constructive feedback, I can't receive constructive feedback.Actually improve instead of to hide everything that I do. I have a zit on my nose today therefore I can't go on a date. So if we really look at it, ego restricts us in life. Instead of actually living life, taking chances, learning from our mistakes, putting ourselves out there. We are so concerned about our image and how other people will treat us. We find it so devastating when people treat us poorly instead of acknowledging hey maybe I did something wrong and maybe this person is an at all. Ego gets in the way in a huge way.Ending time in an egoless state is really good for you. 


I social media ruotano interamente attorno all'ego. Riguardano il mio profilo, i miei "mi piace", il modo in cui vengo percepito dagli altri, chi seguo, chi mi segue, chi commenta. Apprezzeranno questo contenuto? O no? I social media servono a proiettare il nostro ego nel mondo; sappiamo bene che più li usiamo, più peggiorano l'umore e l'ansia, e più aumentano i problemi legati all'immagine corporea. Esistono infatti molte prove del fatto che trascorrere del tempo in uno stato libero dall'ego giovi alla salute mentale, mentre restare ancorati all'ego la comprometta. Immaginiamo di essere a una festa: ho voglia di ballare e voglio semplicemente divertirmi. Eppure non riesco a godermi il ballo perché temo il giudizio altrui; non voglio essere giudicato. Questo è un atteggiamento dettato dall'ego. In pista, le persone che si godono davvero il momento sono quelle a cui non importa cosa pensino gli altri. Per fregarsene del giudizio altrui, non bisogna restare intrappolati nel proprio senso dell'io o nella propria identità. È proprio la preoccupazione di mantenere una certa immagine agli occhi degli altri a limitarmi così tanto nella vita. Non posso permettermi di sbagliare, altrimenti sembrerei stupido. Di conseguenza, nascondo i miei errori e non li correggo mai. Poiché non ricevo feedback costruttivi, non ho la possibilità di migliorare davvero, preferendo invece celare tutto ciò che faccio. Oggi ho un brufolo sul naso, quindi non posso uscire per un appuntamento. A ben guardare, l'ego ci limita nella vita: invece di vivere appieno, cogliere le occasioni, imparare dagli errori e metterci in gioco, siamo troppo preoccupati per la nostra immagine e per come gli altri ci tratteranno. Troviamo devastante essere trattati male, anziché riconoscere che forse abbiamo sbagliato qualcosa o che magari l'altra persona ha dei problemi suoi. L'ego è un ostacolo enorme; trascorrere del tempo in uno stato libero dall'ego fa davvero bene.

Salute Giornata mondiale della salute mentale: perché non riusciamo più a staccarci dallo schermo


Le nuove tecnologie creano una dipendenza? In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, gli esperti lanciano l'allarme sui rischi biologici e cognitivi per adolescenti e adulti.

Mettici tra i preferiti di Google
Whatsapp

Alcuni scommettono in Borsa prima ancora di essere diventati maggiorenni con il trading online, anche se sarebbe illegale. Altri non muovono un passo senza aver consultato ChatGPT o Gemini, poco importa se sugli affari di cuore o sul compito in classe. Tantissimi passano ore e ore sui social, ipnotizzati da reel e foto, senza concentrarsi su nulla per più di qualche secondo.

È la realtà di molti adolescenti italiani, ma guai a pensare che gli adulti siano immuni: la rivoluzione del Web ha travolto anche chi ha trascorso la prima parte della vita in un mondo analogico e ora per tutti, a ogni età, lo spettro della dipendenza da Internet, smartphone e social non è così remoto.

Evolutivamente vulnerabili

Il tempo vola, scrollando video al cellulare: a tutti capita di stare col telefono in mano un'ora, credendo che siano passati pochi minuti. Qualcuno pensa a quello fin dal risveglio al mattino: scivolare nella dipendenza da nuove tecnologie è facile, perché come ha spiegato di recente Keith Humphreys, psichiatra dell'Università di Stanford in California (Usa), in un documento sulle dipendenze: «Abbiamo un cervello antico in un ambiente nuovo. La vulnerabilità alle dipendenze non ha avuto conseguenze per il 99,9% della nostra evoluzione. Ora però tutto ciò che ha un grande potenziale per indurle, dalle sostanze alle tecnologie, è a portata di mano».

Per le nuove dipendenze – da Internet, social, giochi d'azzardo e così via – valgono infatti meccanismi simili a quelli che portano a non poter più fare a meno delle sostanze d'abuso: slot machine e media digitali sono disegnati apposta per farci provare picchi di piacere, e così l'abitudine a stare collegati, vedere serie Tv o "parlare" con un'intelligenza artificiale si trasforma in dipendenza.

Un vero disturbo mentale

«Le dipendenze comportamentali sono un vero disturbo del sistema nervoso centrale», spiega Massimo Clerici, presidente della sezione di Psichiatria delle dipendenze della Società italiana di psichiatria. «Non esistono però precisi criteri diagnostici per le dipendenze comportamentali, fatta eccezione per il gioco d'azzardo o online (gaming), che ne è spesso diretta conseguenza ed è inserito nella Classificazione internazionale delle malattie dell'Organizzazione mondiale della sanità».

Tutto il resto, dallo shopping compulsivo all'uso problematico di Internet, non è ancora ben definito ma è ormai ben presente nell'esperienza di tanti, a partire dai giovanissimi. Secondo i risultati del progetto "Generazione Z 2.0", del Centro nazionale dipendenze e doping dell'Istituto superiore di sanità, in Italia circa 15.000 studenti fra gli 11 e i 13 anni non riescono a staccarsi dai social.

Altri 111.000 sono a rischio di disturbo da gaming e 87.000 hanno comportamenti di gioco d'azzardo a rischio o problematici.

Non va meglio al crescere dell'età: stando ai dati raccolti nel 2025 per lo studio Espad (European school Survey Project on Alcohol and other Drugs, coordinato in Italia dall'Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr), quasi 370.000 ragazzi fra i 15 e i 19 anni trascurano sonno e relazioni per navigare sul Web e diventano intrattabili se manca la connessione, e altri 380.000 giocano troppo online. I numeri sono in crescita costante ed è emersa pure la nuova tendenza delle scommesse in Borsa: oltre 420.000 under 18 hanno provato almeno una volta.

I rischi per i ragazzini

«Questi numeri raccontano un problema sociale, ma le nuove dipendenze hanno ricadute biologiche e cliniche altrettanto rilevanti», puntualizza Clerici. «La sovrabbondanza di stimoli da nuove tecnologie, anche apparentemente non dannosi, può avere conseguenze negative sullo sviluppo cognitivo ed emotivo. La riduzione del sonno negli adolescenti, che di notte restano svegli su Internet e social, si associa a un maggior rischio di depressione e ansia. E si sta anche osservando che l'uso intensivo dei social da parte dei giovanissimi altera il funzionamento di alcune aree cerebrali».

Marco Potenza, psichiatra dell'Università di Yale (Usa) che studia da tempo gli effetti delle nuove tecnologie sullo sviluppo di bambini e adolescenti, ha sottolineato su Current Addiction Report che nei più piccoli si possono modificare le connessioni cerebrali e si può interferire con lo sviluppo del linguaggio. Anche che la facilità di accesso a contenuti pornografici in età prepuberale e adolescenziale può avere ricadute sugli equilibri ormonali, col rischio di alterare la maturazione sessuale, anticipandola.

Contenuti mirati e vulnerabilità

«I social poi sono realizzati in modo da agganciare i ragazzi in base a età e sesso, per proporre contenuti selezionati», riprende Clerici. «Ai giovani vengono indirizzati spesso contenuti relativi all'immagine, in un momento in cui il corpo cambia e quindi si è sensibili a questi temi». La dipendenza da social e da Internet quindi si può così trasformare in problemi clinici assai concreti, dall'anoressia fino alla cosmeticoressia (la fissazione per trucchi e skincare).

«Non tutti sviluppano patologie correlate alle nuove dipendenze; alcuni sono più vulnerabili per fattori familiari o biologici o anche per traumi pregressi», dice Clerici. Uno studio italiano dell'Università di Messina su quasi 700 studenti delle superiori, per esempio, ha sottolineato che il rischio di un utilizzo problematico dello smartphone è maggiore in chi ha tratti riconducibili al disturbo dell'attenzione e iperattività.

«Non abbiamo purtroppo farmaci per le dipendenze comportamentali; si può solo intervenire per gestire i sintomi valutandone la gravità, l'intensità e quanto incidono sulla vita quotidiana», specifica Clerici.

Campanelli d'allarme

Cogliere i segni di un uso problematico della tecnologia è quindi fondamentale. Possono destare sospetti: il pensiero continuo e il desiderio estremo di utilizzare smartphone o computer per accedere ai contenuti, le bugie a parenti e amici sulla realtà del proprio utilizzo della tecnologia, le lunghe ore trascorse in rete, le conseguenze nella vita reale, come problemi di relazione e disturbi fisici (mal di testa, irritazioni oculari ecc.).

Un'auto-analisi onesta per capire se si sta esagerando aiuta gli adulti, ma con i figli serve il dialogo: «Una relazione attenta è importante, ma non è detto che basti: anche se a casa e a scuola si parla dei rischi delle nuove tecnologie, da fuori arrivano stimoli potentissimi», osserva Clerici. «Normare l'accesso alle tecnologie da parte dei minori del resto è difficile e pensare di rallentarlo è un'illusione. Quel che si può fare è avere le antenne dritte e non ignorare i segnali: se un figlio sta collegato per ore è opportuno provare a capire di quali contenuti fruisce e che cosa fa online».

Πέμπτη 8 Οκτωβρίου 2026

futuro Anteriore

 



Rewritten sentences

  1. Appena Barbara sarà venuta da noi, prepareremo la cena insieme.
  2. Dopo che avrai pulito la tua stanza, potrai uscire.
  3. Quando la cantante avrà scaldato la voce, inizierà a cantare.
  4. Appena avremo valutato le opzioni, prenderemo una decisione.

How it works

The futuro anteriore is the futuro semplice of avere or essere + the past participle. It describes an action that will be completed before another future action, so each sentence has two future moments:

  • the earlier action (futuro anteriore), in the appena / dopo che / quando clause
  • the later action (futuro semplice), in the main clause

Verb forms

  • sarà venuta: venire takes essere, so the participle agrees with the subject (Barbara → venuta). With a plural subject it would be saranno venuti/e.
  • avrai pulito, avrà scaldato, avremo valutato: transitive verbs take avere, and the participle doesn't change. Here pulire → pulito, scaldare → scaldato, valutare → valutato.

Connectors

  • appena, quando, dopo che are all followed by the futuro anteriore when the main clause is in the future. This differs from English, which uses the present or present perfect ("As soon as she has come", "When you have cleaned").
  • Dopo che takes the finite verb, never the infinitive. (Dopo aver pulito is a different construction with the same meaning.)

Word order

The subject can come before or after the auxiliary: Appena Barbara sarà venuta or Appena sarà venuta Barbara. The first is more natural. In sentence 4, the subject (la cantante) is placed between quando and the verb, which is standard.

Τρίτη 6 Οκτωβρίου 2026

Parliamo -cellulare

 

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Recalled memory

This is a speaking exercise, "Parliamo" (Let's talk). Here are the three prompts in English, then model answers at about B2–C1 level.

The prompts

  1. Comment on the photo and say whether you would allow phone use in class during lessons, following certain rules. Justify your answer with examples (taking notes, looking up a word or concept you don't know online, etc.).
  2. Have you ever needed to make an urgent call, only to find at a glance that you had no signal? How did you react? Tell the story in full detail.
  3. The owner and chef of an American restaurant offers a 5% discount on the total bill to customers who leave their phone at the entrance and pick it up on the way out. What do you think of the idea? Could it be applied in other public places? Which?

Model answers

1. Secondo me, l'uso del telefonino in classe si potrebbe ammettere, purché sia regolato da regole chiare. Gli studenti dovrebbero usarlo solo per scopi didattici: annotarsi appunti, cercare il significato di una parola o di un concetto che non conoscono, consultare un dizionario online. Il telefono dovrebbe restare silenzioso e sul banco, in vista, così l'insegnante potrebbe controllare che non venga usato per giocare o chattare. Nella foto, per esempio, la ragazza tiene il cellulare accanto al libro, forse per verificare qualcosa. Il rischio, però, è la distrazione: se non ci fossero limiti, molti ragazzi passerebbero la lezione sui social. Per questo penso che la soluzione migliore sia un uso consapevole e concordato con il docente.

2. Sì, mi è capitato qualche anno fa. Dovevo chiamare con urgenza un familiare, ma quando ho guardato il cellulare ho visto che non c'era nemmeno una tacca di segnale. Ero in montagna, lontano da qualsiasi centro abitato. All'inizio ho cercato di mantenere la calma: ho alzato il telefono in aria, ho provato a spostarmi su un punto più alto e ho persino spento e riacceso il telefono. Niente da fare. Alla fine ho camminato per quasi un'ora fino a un rifugio, dove ho potuto usare il telefono fisso. Mi sono reso conto di quanto dipendiamo dalla tecnologia. (Per l'esame, sostituisci i dettagli con una storia tua.)

3. L'iniziativa mi sembra interessante e, in parte, condivisibile. Da un lato, incentiva le persone a staccarsi dallo schermo e a godersi la cena in compagnia, il che favorisce la conversazione. Dall'altro, si può obiettare che non tutti possano rinunciare al telefono: pensiamo a un genitore con figli a casa o a un medico reperibile. Per questo la considero valida finché resta volontaria, come in questo caso. Secondo me potrebbe essere applicata anche in altri luoghi, come il cinema, il teatro, i musei, le biblioteche o i luoghi di culto, dove il silenzio è importante. Sarebbe invece meno adatta ai mezzi pubblici, dove il telefono può servire per la sicurezza.

Structures worth reusing

  • purché / a condizione che / a patto che + congiuntivo (conditions)
  • se non ci fossero... + condizionale (periodo ipotetico of the second type)
  • il che, to comment on a whole idea (as in the previous exercise)
  • Da un lato... dall'altro... and si può obiettare che..., for balancing arguments

If you want, give me your real story for #2 and I'll help you polish it.

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Completamento di un esercizio sul trapassato prossimo.
Completamento di un esercizio sul trapassato prossimo.
  1. Ieri sera Gianluca non ha risposto ai miei messaggi perché aveva lasciato il cellulare in ufficio.
  2. Michele e Davide si sono incontrati nel bar dove si erano conosciuti tre mesi prima.
  3. Quando Roberta è tornata a casa, Luisa aveva già preparato la cena.
  4. Franco non ha accettato il nostro invito perché aveva preso un altro impegno per quella sera.
  5. Il film non era ancora finito quando Lorenza si è addormentata.
  6. Il professore ha spiegato un argomento che aveva già spiegato la settimana scorsa.

How it works

The trapassato prossimo is the imperfetto of avere or essere plus the past participle. It expresses an action that happened before another past action, so each sentence has two past moments: the earlier one (trapassato) and the later one (passato prossimo).

  • Choosing the auxiliary: transitive verbs take avere (lasciare, preparare, prendere, spiegare). Reflexive verbs always take essere (conoscersi → si erano conosciuti). Finire takes essere in 5 because it is used intransitively: the film is the subject, and it ends by itself.
  • Agreement: with essere, the participle agrees with the subject (il film… finito, Michele e Davide… conosciuti). With avere, it stays unchanged unless a direct object pronoun precedes the verb (e.g. la cena? L'aveva già preparata).
  • Irregular participle: prendere → preso.
  • Adverb position: già and ancora go between the auxiliary and the participle (aveva già preparato, era ancora finito).