Δευτέρα 16 Μαρτίου 2026

LA PAURA DEL GIUDIZIO E LA FAVOLA DEL RANOCCHIO

 Giulia: C'era una volta, in un paese lontano,

lontano, ma molto più simile al nostro di quanto

non si possa pensare un piccolo villaggio di

ranocchi. Qui, in una assolata giornata di aprile, il

re aveva indetto una gara di velocità. Lo scopo

era raggiungere nel minor tempo possibile la

torre più alta del castello più diroccato di tutto il

contado.

Chi avrebbe vinto la corsa avrebbe potuto godere

dell'immenso onore di sedere accanto al re

durante la festa di primavera, che si sarebbe

svolta di lì a poco. I partecipanti alla gara erano

tutti nobili tranne uno: un ranocchietto dall'aria

sveglia, ma un po' sperduta. Il giorno della gara

arrivò e quando si diffuse la notizia del plebeo

che voleva vincere la gara si creò un gran

trambusto. Chi era costui e come si permetteva

di competere con dei nobili senza esserlo?

Francesco: Quando la sfida iniziò, si scatenò il

subbuglio. Il pubblico inveiva contro il

malcapitato e tra la folla riecheggiavano

improperi, accuse, maldicenze. Gli insulti

rimbalzavano da una parte all'altra del villaggio.

Sei un fallito! Non dovevi partecipare! Non ce la

farai mai! Il ranocchietto, però, sembrava

impassibile a queste voci e continuava per la sua


diroccato: (agg.) in rovina

il contado: (sost.) contea


il plebeo: (sost.) che

appartiene al popolo,

persona di umili origini


il subbuglio: (sost.)

agitazione, confusione

improperio: (sost.) insulto

la maldicenza: (sost.)

parole false e cattive

impassibile: (agg.) che non

mostra emozioni


13 La paura del giudizio e la favola del ranocchio ©Vaporetto Italiano

strada mentre le rane nobili, non capendo verso

chi fossero rivolti gli insulti, persero entusiasmo

e concentrazione, rallentando il passo e

arrendendosi una alla volta. Tutte le rane,

dunque, si fermarono, tranne il nostro eroe che

arrivò alla meta e vinse il suo premio. Tutti

rimasero a bocca aperta e così una piccola

ranocchia curiosa si avvicinò a lui per sapere

come avesse fatto ad arrivare fino alla cima della

torre nonostante tutto. Ma quando glielo chiese,

il vincitore non rispose. Solo a quel punto tutti si

resero conto che era sordo.

Quindi è chiara la morale di questa favola, no?

C'erano tutte queste rane che stavano

gareggiando ma, sentendo queste voci – non ce

la farai mai, sei un fallito, non dovevi partecipare

Giulia: Perdono la motivazione, no? E quindi si

sentono frustrate, con questi giudizi. Invece, il

nostro ranocchietto, essendo sordo, non aveva

sentito questi commenti così negativi e

scoraggianti.

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