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Pato ci chiede se Dio è onnipotente e ama tutto e tutti, ma allo stesso tempo permette la distruzione e la depravazione articolo se negative, allora quel Dio in realtà potremmo essere noi, quindi ognuno è Dio e che accetta o che fa certe cose, nel bene o nel male, a seconda scopo o al fine di.Questo è uno dei problemi più antichi della filosofia della religione, si chiama problema del male o teodicea, e mette in contrasto tre affermazioni che sembrano tutte vere insieme, ma non riescono a stare in piedi tutti e tre, Dio onnipotente, Dio è buono, il male esiste. Se le prime due sono vere, il male non dovrebbe esistere se il male esiste, una delle prime due va rivista. Nella storia del pensiero sono nate diverse risposte.quella giusta è teandrico tre orientamenti nelle religioni monoteiste la soluzione è il libero arbitrio dio permette il male perché ha dato agli esseri umani libertà reale, è una libertà che non può mai scegliere il male.Il prezzo dell'amore autentico e il rischio del rifiuto. La seconda, quella più vicina alla tua idea, ed è il panteismo di Spinoza, che Dio non sia un'entità separata dal mondo che lo osserva dall'esterno, ma coincida con la totalità della natura e di tutto ciò che esiste. In questa visione, Dio non è qualcuno che permette il male da fuori. E la sostanza stessa di cui siamo fatti, bene e male compresi, perché bene e male sono categorie umane applicate a un unico tessuto di realtà che è semplicemente.Magia del processo sviluppata nel 901, Dio che non è onnipotente nel senso classico, ma che cresce e soffre insieme al mondo.Pensandolo senza determinarlo del tutto. Ora però ti dico il mio parere, Dio secondo me non è la somma indistinta di tutto ciò che esiste, ma nel come nel panteismo di spinosa, è un'entità distinta dal mondo che ha creato e soprattutto è libertà che ha donato libertà. Il male non è un attributo di Dio ********** da creazione, è la conseguenza della libertà che lui ha scelto di regalarci. Se ci avesse programmato per fare sempre e solo il bene, non saremmo liberi, saremmo automi. È un automa, non può amare davvero, può solo eseguire. E l'amore è il nocciolo di tutto. Per questo io non credo che ognuno di noi sia Dio, credo che ognuno di noi sia immagine di Dio, il che è diverso e più bello. Noi non siamo l'origine del bene o del male, siamo chiamati a scegliere tra i due con una responsabilità che ci è stata affidata, non impossessata.Con Dio Dio creò l'uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò. Se sei già iscritto, commenta, Cosa ne pensi per gli esseri di Dio?
Se Dio è onnipotente e ama tutto e tutti ma allo stesso tempo permette la distruzione, la depravazione e altre cose negative, allora quel Dio in realtà potremmo essere noi. Quindi ognuno è Dio e che accetta o che fa certe cose nel bene e/o nel male a seconda, scopo o al fine di?
ΑπάντησηΔιαγραφήQuesto è uno dei problemi più antichi della filosofia della religione: si chiama problema del male, o teodicea, e mette in contrasto tre affermazioni che sembrano tutte vere insieme, ma non riescono a stare in piedi in tre: Dio è onnipotente, Dio è buono, il male esiste. Se le prime due sono vere, il male non dovrebbe esistere. Se il male esiste, una delle prime due va rivista. Nella storia del pensiero sono nate diverse risposte, ma trovare quella giusta è teandrico. 3 orientamenti. 1) Nelle religioni monoteiste la soluzione è il libero arbitrio: Dio permette il male perché ha dato agli esseri umani libertà reale, e una libertà che non può mai scegliere il male non sarebbe libertà. Il prezzo dell'amore autentico è il rischio del rifiuto. 2) La seconda, quella più vicina alla tua idea ed è il panteismo di Spinoza, che Dio non sia un'entità separata dal mondo che lo osserva dall'esterno, ma coincida con la totalità della natura e di tutto ciò che esiste. In questa visione, ""Dio"" non è qualcuno che permette il male da fuori: è la sostanza stessa di cui siamo fatti, bene e male compresi, perché bene e male sono categorie umane applicate a un unico tessuto di realtà che semplicemente è. 3) La terza è la teologia del processo, sviluppata nel Novecento: un Dio che non è onnipotente nel senso classico, ma che cresce e soffre insieme al mondo, influenzandolo senza determinarlo del tutto. Ora però ti dico il mio parere. Dio non è la somma indistinta di tutto ciò che esiste, come nel panteismo di Spinoza: è una entità, distinta dal mondo che ha creato, e soprattutto è libertà che ha donato libertà. Il male non è un attributo di Dio travestito da creazione, è la conseguenza della libertà che Lui ha scelto di regalarci. Se ci avesse programmati per fare sempre e solo il bene, non saremmo liberi, saremmo automi, e un automa non può amare davvero, può solo eseguire. E l'amore è il nocciolo di tutto. Per questo io non credo che ognuno di noi sia Dio: credo che ognuno di noi sia a immagine di Dio, il che è diverso e più bello. Non siamo l'origine del bene e del male, siamo chiamati a scegliere tra i due con una responsabilità che ci è stata affidata, non impossessata. Ti lascio con Dio: ""Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò"".
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